A.N.A. Sezione Abruzzi

Gruppo Alpini di Rocca di Mezzo.

luglio 3rd, 2007  |  Published in I gruppi della Sezione Abruzzi  |  1 Comment

Così chiamata a suo tempo dagli antichi fondatori del paese -Rocca di Mezzo -; in effetti topograficamente è un grande masso di roccia nel bel mezzo di una chiostra di montagna fra il Sirente ed il Velino per cui ben si può dire Roccadimezzo madre degli Alpini, perché i suoi figli, ancora bambini devono affrontare le dure inclemenze del clima molto rigido, che dà luogo ad abbondanti nevicate (costringendo le persone ad uscire di casa dal balcone), come ricorda l'alpi­no vivente più anziano del Gruppo (novantenne) Scoccia Pio.

La Rocca diede alla Patria migliaia di Alpini nella guerra 1915-18, e ancora innumerevoli ne diede nel reclutamento del 1929 e nel secondo conflitto mondiale con gravi perdite, tra i quali, ricordiamo, l'eroe nazionale Medaglia d'oro tenente Italo D'Eramo (che dà il nome al Gruppo).

Alla sua indelebile memoria è stato realizzato un monumento (tutto in bronzo).

Il Gruppo, dalla sua nascita ha sempre partecipato a tutte le cerimonie del paese organizzate dal Comune, dalle Scuole…ecc.

Esso accompagna sempre i soci che "sono andati avanti" e hanno raggiunto il "Paradiso di Cantore

".

alp. Pio Scoccia 
 

Il Gruppo è intestato alla memoria dell'alp. M. d'o. ten. Italo D'Eramo ed è stato costituito 1'11-08-1957, per opera dell'alpino Lidio Colarossi -classe 1933- che si congedò nell'estate del 1956. Lidio Colarossi espletò il servizio di leva a Tarvisio nell' 8° Reg. Batt. L'Aquila -143° Comp.‑

Il Gruppo è stato guidato da diversi Capigruppo.

Nei primi anni ottanta, per opera dell'allora capogruppo Dante Benedetti venne inaugurato un Monumento alla memoria della M. d'o. Italo D'Eramo.


Il capogruppo
Lidio Colarossi

Le notizie relative ai Gruppi della Sezione Abruzzi sono tratte dalla seconda parte del libro intitolato "Alpini Verso L'aurora" di Mario SALVITTI, che narra la storia di 150 Gruppi Alpini abruzzesi. Tale libro é stato fortemente voluto dall'ex presidente sezionale Antonio Festa ed é stato realizzato in occasione della celebrazione del 70° anniversario della fondazione della Sezione Abruzzi (1929-1999).

Il libro va ad aggiungersi a quello di Antonio Procacci: "Abruzzo Terra Di Alpini". Entrambi offrono al lettore testimonianze del glorioso passato degli Alpini abruzzesi.

Il gruppo in esame alla fine dell'anno 2006 registra i seguenti soci:

  • – Soci alpini nr 56.
  • – Soci aggregati nr. 0.

 

Il gruppo in esame alla fine dell'anno 2007 registra i seguenti soci:

  • – Soci alpini nr. 57;
  • – Soci aggregati nr. 3.

L'attuale capogruppo è il Signor : Capri av. Maurizio.

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One Comment

  1. NINO GIAMBERARDINI ha detto:

    sono Antonio Giamberardini e vorrei dare soltanto una mano all’aggiornamento di questa pagina , che a mio parere è eccessivamente carente di notizie veritiere. Chiedo scusa a coloro che ne hanno curato la redazione , ma ritengo che alcune cose vadano poste in evidenza e non per autocelebrazione, ma soltanto per verità storica. E’ vero che lidio Colarossi ne fu il creatore su suggerimento dell’Avvocato Michele Iacobucci , creatore della sezione alpini Abruzzi negli anni trenta del secolo scorso . Uno dei sostenitori di Lidio fu il Colonnello Polo Resta originario di Rocca di Mezzo , ma residente Roma, dove godeva di forti appoggi ministeriali, che nel tempo ci aiutarono in diverse occasioni- Però (9solo per dovere di cronaca e non per altro) preciso che Lidio Colarossi , impegantissimo nella sua attività commerciale a causa del decesso dei genitori mi precgò =su suggerimento di Paolo Resta = di prendere la guida del Gruppo , cosa che , pur essendo più giovane = mi inorgoglì e nel 1968 ne presi le responsabilità con il supporto di “zio” Guerrino Colarossi-. Erano anni in cui il battaglione alpini l’Aquila era ancora a Tarvisio di stanza e però, per alcune invernate svolgeva il campo dalle nostre parti. Per la sua ospitalità vi era sempre un gran trambusto ed iul nostro gruppo che quando mi fu consegnato da Lidio contava una decina di soci, con il coinvolgimento dei tantissimi volontari arrivò nel giro di un paio di anni a superare i cento associati, aggregati anche nelle frazione e persino a San Martino ne accogliemmo alcuni. Il colonnello Resta , che nel frattempo era entrato in pensione col grado di generale fu uno dei suggeritori per la realizzazione del monumento ALLA MEDAGLIA D’ORO TENENTE ITALO D’ERAMO e per questo fece redigere un bozzetto da un suo amico scultore architetto , nel quale veniva riflessa la morte in combattimento della MEDAGLIA D’ORO che ferito si fece adagiare su una slitta e da sopra di essa continuò a sparare fine alla morte che permise di salvare grossa parte del suo plotone.- La raccolta fondi venne fatta spedendo richieste a tutti i Rocchigiani nel mondo a mie spese personali=senza incidere nello scarso bilancio del Gruppo= e durò un paio di anni, nei quali Guerrino Colarossi -reduce della campagna greco albanese non mi lasciò mai solo. Raccogliemmo circa sei milioni di lire( ed io avevo sperato di poter arrivare ai nove milioni che la differente opera costava) ma non si arrivò a superare la cifra sopra dscritta. Ho fatto il capo gruppo fino alla fine degli anni 80, tempi nei quali un male sotterraneo mi minava la salute : In quel priodo Dante Benedetti si era stabilmente fermato alla nostra Rocca ed io lasciai allo stesso = su suggerimento di “zio ” Guerrino la guida le gruppo allo stesso Dante, al quale IN PRESENZA DI GUERRINO COLAROSSI consegnai un libretto bancario depositato presso la CASSA DI RISPARMIO DELLA PROVINCIA DELL’QUILA , dell’importo di circa sei milioni di lire; cifra con la quale venne realizzato di fronte alla fontana della PORTA DEL BORGO il primo monumento, successivamente spostato nella attuale Piazza.= Nella fase gestita dal gruppo di cui ero a capo, ma soltanto simbolicamente e con la collaborazione di tutti gli associati realizzammo anche due adunate regionali ricadenti con la FESTA DEL NARCISO, oltre a varie aòltre opere benefiche di supporto algi anziani ed altro. Per ultimo durante il periodo descritto, del nostro gruppo facevano parte anche gli ultimi reduci della grande guerra ed i reduci della seconda drammatica e stupida guerra , che mietè tante vittime tra i Rocchigiani in armi e non; basti ricordare il bombardamento che costò la vita ad un numero considerevole di cinvili Rocchigiani , per la maggior parte donne, ragazze/i e bambini/e .- RIBADISCO IL PRESENTE APPUNTO E’ SCRITTO SOLO PER INTERGRARE LA STORIA DEL NOSTRO GRUPPO E LO DICO SOLTANTO ORA CHE HO QUASI 78 ANNI- SENZA SUPPOSIZIONI dii VANAGLORIA ALCUNA.= grazie dell’accoglienza, nino giamberardini

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