A.N.A. Sezione Abruzzi

Gruppo Alpini di Colledimacine

luglio 19th, 2007  |  Published in I gruppi della Sezione Abruzzi  |  1 Comment

Chi percorre la strada provinciale da Torricella Peligna verso Palena, dopo aver superato Fallascoso e la "casetta rossa" dei cantonieri, sul rettilineo di "prate chicocce", può ammirare il bel panorama che si apre alla sua destra: il paese montano di Colledimacine sovrastato sullo sfondo dal massiccio della Maiella.

In certi giorni dell'anno, quando i banchi di nebbia, dalla forma di nuvole bianche risalenti lentamente dalla sottostante valle del fiume Aventino e del suo affluente vallone Cupo, comin­ciano ad avvolgere l'abitato, Colledimacine sembra un lungo transatlantico in navigazione pa­rallela con la Maiella Madre.

Dobbiamo, però, avvertire il visitatore, che la Colledimacine che si vede oggi é quella rico­struita dopo l'ultimo conflitto mondiale (1940-45).

Infatti, l'antico centro abitato, che i nostri avi con tanti sacrifici erano riusciti a costruire, purtroppo, fu distrutto, in un solo giorno, dal barbaro invasore.

Il 23 novembre 1943, Colledimacine fu letteralmente raso al suolo dalle truppe di occupa­zione tedesche. Moltissime persone, ancora viventi, ricordano quella dolorosa esperienza di ritrovarsi senza casa: doversi rifugiare in qualche grotta, o in qualche capanna costruita alla meglio in mezzo ai boschi, con bambini e anziani, affamati ed infreddoliti. E poi l'esodo e il rifugio nelle case dei buoni contadini di Casoli e Altino.

CROCE AL V.M.

Con Decreto del Presidente della Repubblica 26 giugno 1975, registrato alla Corte dei Con­ti, addì 2 ottobre 1975, registro n.19 Difesa, foglio n. 184.

E' concessa la seguente ricompensa al valor militare per attività partigiana:

CROCE

Comune di Colledimacine (Chieti). Durante nove mesi di dura lotta contro l'oppressione tedesca e fascista, sostenne coraggiosamente le forze partigiane senza mai piegarsi alla barbara potenza nemica che culminò con la distruzione dell'intero abitato. Esempio di corale generosità

  • e spirito di sacrificio offerti alla causa della libertà della Patria. Zona di Colledimacine, settem­bre 1943- maggio 1944.

In occasione della consegna della Croce al Comune di Colledimacine, il Gruppo Alpini ha organizzato una riunione zonale nell'ottobre 1978. Erano presenti: il prefetto Griffi, il gen. degli Alpini in congedo Rodorico, il Vice Prefetto, il com. Rossi Biagio, il presidente della Comunità Montana, Santirocco, e i Sindaci della zona. Hanno partecipato diversi Gruppi Alpini dei paesi limitrofi.

Hanno parlato per la circostanza, il sindaco Rossi Luigi, il capogruppo di Torricella Peligna, D'Ulisse Nicola, ed il nostro pluridecorato com. Rossi Biagio, che con le sue parole, piene di fede per gli alti ideali della Patria, ha fatto vivere, a tutti i presenti, momenti di intensa emozione

  • e commozione.

LA NASCITA

A Colledimacine, già dal 1949, si era costituita l'Associazione Nazionale dei Combattenti

  • e Reduci, fondata dal commentatore Biagio Rossi, grande invalido e mutilato di guerra, pluridecorato al Valor Militare, Caporale nell'8° Rgt. Alpino della Julia, reduce dalla Grecia, dopo essere stato ferito nella battaglia di Cloriz, il 1 – gennaio – 1941. Questa Associazione, molto fiorente sin dagli inizi, contava 151 iscritti e tra essi moltissimi erano Alpini.

Alcuni di questi Alpini, spronati da tre autentici animatori di gruppi, quali erano Giuseppe D'Ippolito, Rossi Biagio e Schina Giustino, decisero di fondare un Gruppo dell' ANA in Colledimacine.
 

Così, una sera, il 23 novembre 1953, nel decimo anniversario della catastrofica distruzione del paese, 53 Soci Fondatori, si riunirono nell' Ufficio del Daziere'), dove diedero inizio al Gruppo Alpini di Colledimacine, eleggendo gli Organi Sociali. L' Assemblea dei soci elesse primo Capogruppo il sergente alpino Antonio Di Giannantonio (classe 1930), perché era il gra­duato più alto tra i presenti. Ma, poiché questi stava espletando il servizio di leva nell'8° Rgt. Alpino, l'Assemblea decise che le funzioni di Capogruppo sarebbero state espletate dal socio Domenico Di Pietrantonio, fino a quando il Di Giannantonio non si sarebbe congedato. Gli altri membri eletti nel primo Direttivo furono i soci Giuseppe D'Ippolito, con le mansioni di tesorie­re, Fiore Salvati e Schina Giustino.

Questi giovani, al di là del piacere di stare assieme come "Gruppo Alpini", intendevano dare a tutta la popolazione un messaggio di vita e di speranza, tenendo sempre alti ed operativi gli ideali degli Alpini: pace e solidarietà umana.

LUCI ED OMBRE: GLI ANNI DELLA DISCONTINUITÀ (1956-1989)

Antonio Di Giannantonio ottenne il congedo il mese di settembre 1954, e da questa data guidò il Gruppo Alpini di Colledimacine per due anni, perché nel mese di settembre del 1956 emigrò in Francia, lasciando nelle mani di Giuseppe D'Ippolito la guida del Gruppo composto di circa 60 soci(2).

Dal 1956 in poi, la vita del Gruppo, purtroppo, é stata caratterizzata dalla " discontinuità". La causa va ricercata nel periodo " critico" attraversato dagli abitanti di questo piccolo centro montano.

Nel decennio successivo al secondo conflitto mondiale, gli uomini di Colledimacine dedi­carono tutte le risorse ed energie disponibili alla ricostruzione delle proprie case distrutte dalla barbaria germanica il 23 novembre del 1943.

Terminata la ricostruzione, cominciò il grande esodo. Gli uomini emigrarono in massa ver­so gli USA, il Canadà, l'Australia e gli altri Paesi Europei, alla ricerca di un lavoro.

Tra questi emigranti, naturalmente, c'erano molti dei soci fondatori del Gruppo Alpini. Il capogruppo Antonio Di Giannantonio, come si é detto sopra, emigrò in Francia nel 1956. Il vicecapogruppo Domenico Di Pietrantonio, ed altri due membri del Direttivo Fiore Salvati e Domenico Barone emigrarono in Australia. Dopo qualche anno di permanenza in Australia, Domenico Di Pietrantonio si trasferì definitivamente in Canadà.

In questi anni il numero dei tesserati é andato sempre più assottigliandosi, fino a perdere i due terzi del numero degli anni d'oro: dai circa 53 membri dei primi anni di vita del Gruppo, si é arrivati alla cifra dei 18 iscritti del 1970.

Gli anni 60 sono stati quelli più scuri. Le tessere non sono state rinnovate.

LA PRIMA RINASCITA: ANNO 1970

Dopo questo periodo di alterne vicende, nel 1970, il Gruppo Alpini di Colledimacine vive la sua prima "rinascita", dovuta all'opera instancabile ed appassionata del capogruppo Giuseppe D'Ippolito, coadiuvato, nelle mansioni di tesoriere, del socio Giustino Schina.Un nuovo fervore pervade gli animi degli Alpini rimasti nel paese: molti danno la propria adesione e rinnovano la tessera. Nel 1970 il Gruppo era composto di 18 soci.

Sotto la guida di Giuseppe D' Ippolito, capogruppo fino all'anno 1979, gli Alpini di Colledimacine hanno avuto un decennio caratterizzato dalla stabilità ed efficienza. Il numero dei soci tesserati, rinnovanti anno per anno, si é mantenuto nella media di 20: qualche volta di più, altre volte meno.

"Peppino" (così lo chiamavano gli amici), ha cercato di convincere ad entrare nel Gruppo ANA anche i "giovani Alpini", quelli del dopo guerra. Negli anni 70 molti giovani si sono associati: Barone Achille, Barone Pasqualino, Falcone Diodoro, Pignetti Luigi, Rossi Luigi, Schina Francesco, Di Stefano Nicola, D' Ettorre Rocco, e Di Stefano Giuseppe.

Purtroppo, il cuore del "caro Peppino", pieno dì umanità, sempre disposto a dare tutto per il Gruppo e per la comunità cittadina, non ha più retto. L'alpino il Grande Patriota, il Comandante di Plotone nella Brigata Maiella, la Medaglia d' argento al V.M., la Croce al Merito con Spada di Bronzo (Decorazione Polacca) alle ore 4 del 18 giugno 1979 nell'ospedale di Lanciano, conclu­deva la sua gloriosa esistenza. E mentre la luce di un nuovo giorno cominciava ad illuminare la terra, il nostro Peppino iniziava il giorno che non conosce tramonto, lassù nel cielo, dove ri­splende, eterna, la Luce Divina.

La scomparsa di Peppino non poteva non ripercuotersi nella vita del Gruppo Alpini: infatti, per tre anni, 1980, 1981 e 1982 il tesseramento dei soci non é stato fatto, e nei tabulati é ricomparsa, purtroppo, la parola "sospeso".

LA SECONDA RINASCITA: ANNO 1983.

Nel mese di luglio del 1983 il Gruppo si ricostituisce, guidato da un giovane Alpino. Infatti, I' Assemblea dei soci elegge capogruppo l' artigliere da montagna Nicola Di Stefano, classe 1950. Tra vecchi e nuovi soci, il Gruppo raggiunge il numero 24, e negli anni successivi si mantiene sulla media di 18. Nicola di Stefano svolgerà le mansioni di capogruppo fino al 12-12­1998, conquistandosi lusinghieri meriti e riconoscimenti tra i soci.

Il nuovo Capogruppo ha cercato di coinvolgere l'Amministrazione Comunale nelle iniziati­ve ed attività del Gruppo Alpini, ottenendo diverse volte dei contributi finanziari per l'organiz­zazione di feste e raduni che si sono svolte a Colledimacine, riscuotendo grande successo, con la partecipazione di numerosi Gruppi Alpini della zona.

Un'altro merito del capogruppo Nicola Di Stefano é di essere riuscito a dotare il Gruppo di una sede stabile per le riunioni dei soci e per l'organizzazione di attività ricreative, sia per i soci che per gli altri cittadini. Queste iniziative hanno trovato una favorevole accoglienza da parte della popolazione, così che il Gruppo Alpini, stimato e amato da tutti, ha cominciato ad avere tra le sue file i simpatizzanti che, sempre più numerosi di anno in anno, chiedevano la tessera di "Amici degli Alpini". Purtroppo, anche questa gestione del Gruppo, come le precedenti. ha cono- sciuto l'amarezza della " sospensione " del tesseramento per alcuni anni.

LA TERZA RINASCITA : ANNO 1998.

Il 25 luglio 1998, il capogruppo Di Stefano Nicola convoca l'assemblea dei soci e amici, con il l° argomento all' o.d.g.: "Riorganizzazione del Gruppo".

L'Assemblea decide di affiancare al Capogruppo, che praticamente era amministratore unico, gli altri organi sociali che compongono il Direttivo.

Vengono eletti: l'alpino Di Berardino Alfredo, vicecapogruppo; l' alpino Di Stetano Ermenegildo, tesoriere; l'amico don Innocenzo Di Toro, segretario. In cinque mesi di lavoro, questo Direttivo riesce a riportare un rinnovato entusiasmo fra soci e amici. Molti chiedono di potersi scrivere all'Associazione.

Il 12 dicembre 1998,1' assemblea dei soci, regolarmente convocata, con la partecipazio­ne del presidente sezionale, Antonio Festa, elegge all'unanimità il nuovo Direttivo: alpino Di Iorio Mario, capogruppo; alpino Di Berardino Alfredo, vicecapogruppo; alpino Rossi Luigi, tesoriere; amico Don Innocenzo Di Toro, segretario. Consiglio di Gruppo: alpino Di Stefano Giuseppe, amico Falcone Michele, amico Gagliardi Vincenzo. La campagna di tesseramento per il 1999 riscuote un successo conosciuto solo ai primi anni di vita dell'Associazione. Infatti, i tesserati raggiungono il numero di 52, di cui 30 soci Alpini e 22 soci amici.

Il gagliardetto del Gruppo Alpini di Colledimacine é intitolato, dal 1972, al capitano degli Alpini "Giuseppe Falcone", nato a Colledimacine il giorno 12 marzo 1938, e deceduto 1' 8 febbraio 1970, a Cima Cacciatore, sotto una valanga, mentre tracciava la via ai suoi Alpini.
colledimacine.jpg

COLLEDIMACINE, 1978. LA SCUOLA ELEMENTARE INTITOLATA AL CAP. GIUSEPPE FALCONE.

(Foto: Color E Sestili – Pescara).

LE SEDI DEL GRUPPO.

Dal 1953 e fino al 1989, il Grup­po non aveva una propria sede. Le riu­nioni si facevano o nell' Ufficio-Da­zio, o in Municipio, o nella "Sala Com­battenti". Le relazioni tra 1' Ammini­strazione Comunale ed il Gruppo Al­pini di Colledimacine sono sempre sta­te improntate ad una sincera e profi­cua collaborazione. Questa ha raggiun­to la sua espressione più alta con Pio E. D'Ippolito, sindaco, dal 1983 al 1997, e Ugo Falcone attualmente in carica dal 1997.

Questi hanno concesso in locazio­ne, con un canone simbolico, i locali della Scuola Materna.

Dal 1 novembre 1989 fino al 1993 la sede era ubicata in Via Clemente Di Leo, in un appartamento al primo pia­no dell'immobile comunale ex Scuola Materna. Questo locale era condiviso con l'Associazione degli ex Combattenti.

La sede attuale, dal 1994, solo per il Gruppo Alpini, si trova in Via Mascetta, nei locali della vecchia Scuo­la Materna.

ATTIVITÀ DEL GRUPPO ALPINI. PARTECIPAZIONE AI RADUNI.

Dal 1970 fino al 1999 il Gruppo ha partecipato a tutte le adunate nazionali, a tutti i raduni organizzati dalla Sezione Abruzzi e alla quasi totalità dei raduni provinciale e zonali.

Inoltre il Gruppo ogni anno, il 4 novembre, in occasione della giornata della forze armate, insieme ad altre Associazioni, partecipa alla cerimonia presso il Monumento ai Caduti con la deposizione di una corona.

SOCI CHE SI SONO DISTINTI

SOCI DEFUNTI

  • 1. D'Ippolito Giuseppe. Nato il 10-07-1911 – Morto il 18-06-1979. Reduce della guerra sul fronte greco.
  • 2. Schina Giustino. Nato il 22-11-1928 – Morto il 6-06-1995. Socio fondatore del Gruppo di Colledimacine.

SOCI VIVENTI

1. Rossi Biagio. Nato a 18-05-1920. Grande invalido, pluridecorato presidente provinciale del Nastro Azzurro.

2.Ten. Col. Falcone Ugo. Nato a 29-11-1946. Socio dal 1983, è ancora in servizio perma­nente tra gli Alpini.

3.Di Iorio Mario. Nato il 5-11-1930. Socio Fondatore del Gruppo sin dal 1953, fa parte del nuovo Direttivo con le mansioni di capogruppo dal 12-12-1998.

4.Rossi Luigi. Nato il 29-03-1937. Socio da lunga data, dal 12-12-1998 fa parte del nuovo Direttivo con le mansioni di tesoriere, che svolge con precisione e puntualità.

5.Di Stefano Nicola. Nato l'1-03-1950. E' un Alpino della nuova generazione. Iscritto al Gruppo dal 1972.

6.Di Berardino Alfredo. Nato il 29-10-1934 socio del Gruppo Alpini di Colledimacine dal­l'anno del suo congedo militare.

7.Schina Francesco. Nato l'1-03-1937. Socio da lunga data, si distingue per la sua passione di vivere l'alpinità.

8.Di Stefano Ermenegildo. Nato il 13-10-1928 Socio fondatore sin dal 1953, ha svolto, con diligenza, le mansioni di tesoriere.

SOCI D'OLTRE MARE

Salvati Fiore – Barone Domenico – Di Pietrantonio Domenico.

Tutti e tre sono Soci Fondatori sin dal 1953.

SOCI AMICI O SIMPATIZZANTI

Schina Domenico Antonio. Nato il 17-01-1946 – Morto il 9-03-1995.

EVENTI PIACEVOLI

Visita del Presidente Nazionale.

Il 24 giugno 1996, il Gruppo Alpini di Colledimacine ha vissuto ore di grande letizia, quan­do ha avuto l'onore di ricevere la visita del presidente nazionale Leonardo Caprioli, che era accompagnato dal presidente della Sezione Abruzzi Ornello Capannolo.

Tutti i soci Alpini, i simpatizzanti e i loro familiari hanno ricevuto gli illustri ospiti nei locali della sede del Gruppo in Via Mascetta.

Il 12 dicembre '98 in occasione del rinnovo del Direttivo abbiamo avuto la gradita visita del presidente di Sezione Antonio Festa. Gli Alpini hanno offerto un rinfresco in suo onore.

Tratto dalla "Storia del Gruppo Alpini di Colledimacine, 1953-1999" a cura del segre­tario del Gruppo Don Innocenzo Di Toro

(') L'INGRESSO DELL'UFFICIO DEL DAZIERE SI TROVAVA, ALLORA, NEL VICOLETTO CHE ATTRAVERSO LA GRADINATA E L'ARCO DELLA PORTA SAN ROCCO, COLLEGA PIAllA BARBOLANI CON LA SOVRASTANTE PIAllA BELVEDERE, SOPRA LA "CANTINA DI ZA GINEVRA".

(2) NOTIZIE ASSUNTE INTERVISTANDO DIRETTAMENTE GLI ALPINI ANCORA VIVENTI IN ITALIA E ALL'ESTERO.


 

Le notizie relative ai Gruppi della Sezione Abruzzi sono tratte dalla seconda parte del libro intitolato "Alpini Verso L'aurora" di Mario SALVITTI, che narra la storia di 150 Gruppi Alpini abruzzesi. Tale libro é stato fortemente voluto dall'ex presidente sezionale Antonio Festa ed é stato realizzato in occasione della celebrazione del 70° anniversario della fondazione della Sezione Abruzzi (1929-1999).

Il libro va ad aggiungersi a quello di Antonio Procacci: "Abruzzo Terra Di Alpini". Entrambi offrono al lettore testimonianze del glorioso passato degli Alpini abruzzesi.

Il gruppo in esame alla fine dell'anno 2006 registra i seguenti soci:

  • – Soci alpini nr 16
  • – Soci aggregati nr. 8.

 

Il gruppo in esame alla fine dell'anno 2007 registra i seguenti soci:

  • – Soci alpini nr. 18;
  • – Soci aggregati nr. 10.

L'attuale capogruppo è il Signor : Luigi Rossi.

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One Comment

  1. renzo Ramoni ha detto:

    Buongiorno,
    il generale Ugo Falcone è per caso fratello del capitano Giuseppe Falcone deceduto nel 1970 sotto una slavina in Friuli ? Sono alla ricerca della famiglia perché Giuseppe Falcone era un uomo veramente eccezionale di grandi doti umane. Vorrei posare un fiore sulla Sua tomba.
    Grazie per le notizie.
    alpino Renzo Ramoni 3483851475

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